Phmetria

Un paziente può avere sintomi come acidità, dolori retro-sternali, rigurgiti, eruttazioni, tosse, che possono, a volte, indicare un reflusso del contenuto gastrico in esofago. In questo caso si parla di Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo.

In passato per visualizzare i movimenti del bolo si usavano i raggi x. Da alcuni anni è stato introdotto un esame, la phmetria, che ci consente di misurare il pH del tratto esofageo per 24 ore e quindi risalire al numero di reflussi di tipo acido avuti.

Questo esame viene effettuato inserendo attraverso una narice un sondino naso-gastrico e posizionandolo in esofago. Il sondino è collegato ad uno strumento, molto leggero e poco ingombrante, che registrerà il pH per tutte le 24 ore.

Una volta posizionato il sondino collegato al pH-metro,il paziente tornerà a casa, cercando di trascorrere la giornata nel modo più simile alla normalità.

L’esame di pH-metria ha però dei limiti: indica, infatti, episodi di reflusso solo di tipo acido, cioè se il pH è sceso sotto il valore di 4).
Si possono avere dei falsi positivi: se ad esempio il paziente: sta ingerendo qualcosa di acido (caffè, succo di frutta, coca-cola),: il pH in esofago scende e questo può essere scambiato per un reflusso. Infatti lo strumento non è in grado di stabilire la direzione del bolo: sto deglutendo qualcosa di acido o del contenuto
gastrico sta risalendo lungo l’esofago? 

Un altro limite è il caso dei re-flussi, che consistono in due o più episodi di reflusso molto vicini tra loro. Il pH-metro non riesce a discriminarli, interpretandoli come un unico lungo episodio di reflusso.

Infine non si riesce a stabilire esattamente a che altezza in esofago arriva il reflusso. Pazienti sintomatici possono avere una manometria
perfettamente normale ed una pH-metria negativa!